Manziana - Casale delle Pietrische

Itinerario n. 7

17/03/2012 22.41.39

Lunghezza: 10.000 m
Grado di difficoltà: Basso
Comuni attraversati: Manziana (RM) – Tolfa (RM)

Questo itinerario inizia all’altezza di piazza Tittoni, nel centro del comune di Manziana e si sviluppa in direzione sud-sud/ovest per una lunghezza complessiva di 10 km, di cui circa 9,3 da effettuarsi in auto. Arrivati nei pressi del Casale delle Pietrische, dove è presente un ampio parcheggio, è necessario percorrere gli ultimi 700 m a piedi fino a raggiungere l’area in cui si trovano le vasche vinarie e, poco distante, la “Tomba della Torara”.

BOSCO MACCHIA GRANDE A circa 2 km da Manziana si trova un’area naturalistica: il sito d’interesse comunitario “Macchia di Manziana (SIC IT6030008). Il bosco ha un’estensione di circa 600 ettari ed è attraversato da numerosi sentieri percorribili a piedi, a cavallo e in mountain bike. Al centro si trovano alcune radure tra cui la più conosciuta, “Prato Camillo”, destinata l’altro, al pascolo di capi bovini ed equini. Più che per la sua estensione, il bosco colpisce il visitatore per la maestosità dei suoi alberi, in particolar modo cerri e farnetti. Per quanto riguarda la fauna, vi sono l’istrice, la martora e il moscardino. Importante la presenza di due coleotteri inseriti nella direttiva “Habitat” della Comunità Europea: il cerambice delle querce e il cervo volante. Tra gli uccelli spiccano la ghiandaia, il picchio rosso maggiore, il picchio rosso minore, il picchio verde, il picchio muratore e il rampichino.

La tomba della Torara è un esempio di architettura funebre etrusca di chiara influenza ceretana e con somiglianze riscontrabili anche nella necropoli di Pian della Conserva (Tolfa). E’ composta da un ingresso “a dromos” con sette scalini che portano a una camera centrale da cui si accede ad altri quattro vani. Ai lati dell’ingresso vi sono quattro troni, elemento che ha permesso di datare la costruzione intorno alla metà del VI sec. a.C., cioè verso la fine del periodo detto “orientalizzante”. I troni e la grande cura con cui è stata eseguita la decorazione architettonica (porte, soffitto, bordino che divide pavimento e parete verticale) fanno pensare inoltre che la tomba appartenesse a una famiglia ricca, probabilmente proprietaria di terreni e produttrice di vino, come dimostrano le molte vasche vinarie diffuse intorno alla zona del Casale delle Pietrische. Particolare è la disposizione dei letti funebri: contrariamente all’uso etrusco di porre più giacigli in un singolo ambiente, qui c’è un solo letto per ogni vano, un letto femminile e tre maschili. La tomba è stata scoperta negli anni ‘60 da un pastore che stava recintando il suo terreno. Da allora il sito è stato saccheggiato più volte ma scavi recenti hanno riportato alla luce frammenti di ceramica di vario genere e due vasi integri: un attingitoio in bucchero (sorta di brocca con un lungo manico realizzato in ceramica nera, fina e leggerissima) e una base per kylix (coppa da vino in ceramica, il cui uso, nell’antica Grecia, è attestato a partire dal VI secolo), oltre ad alcuni frammenti di bronzo.

MONUMENTO NATURALE DELLA CALDARA Sito d’interesse comunitario (SIC IT6030009), la “Caldara” è un’area pianeggiante circolare con una superficie di circa 90 ettari, interna a un piccolo cratere vulcanico situato a ovest del lago di Bracciano. Un luogo affascinante e misterioso, legato alla mitica “porta degli inferi” degli Etruschi, che presenta un fenomeno legato a un passato vulcanico non del tutto estinto. La zona è infatti interessata dalla presenza di numerose emissioni gassose di anidride solforosa, anidride carbonica e altri gas: piccoli geyser in cui l’acqua mineralizzata gorgoglia a 20°, circondati da un ambiente depresso paludoso. Sappiamo che l’azione curativa dei fanghi era conosciuta anche dagli antichi; le legioni romane erano solite sostare alla Caldara per purificarsi dopo le lunghe campagne militari. L’area è colonizzata da una prateria di Agrostis canina ssp. Monteluccii, graminacea particolarmente rara nel nostro paese. Il bordo del cratere è rivestito da un bosco di betulle, specie estranea alla vegetazione caratteristica del comprensorio: questa presenza, tipica delle alte quote, ha consentito delle ipotesi circa un relitto post-glaciale in cui le condizioni fresco-umide del luogo abbiano consentito la sopravvivenza di questa specie. Numerose le specie animali presenti, soprattutto uccelli: la beccaccia, il picchio verde, il picchio rosso maggiore, la ghiandaia, l’upupa, il cuculo e, talvolta, l’airone cenerino e la garzetta. Tra i rapaci nidificanti nelle aree circostanti troviamo il gheppio e la poiana. Il comune di Manziana ha realizzato nel 2010 il primo sentiero del territorio fruibile anche ai non vedenti se accompagnati.
 


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