Monterano

Itinerario n. 6

17/03/2012 22.31.32

Lunghezza: 12.000 m
Grado di difficoltà: Basso
Comuni attraversati: Canale Monterano (Rm)

Il territorio di Canale Monterano rappresenta una delle zone più interessanti del Lazio, è ricco di memorie storiche e fa parte delle Aree Protette Regionali. L’itinerario unisce le antiche rovine dell’abitato con il sito archeologico dei “Grottini” e parte dall’incrocio tra corso della Repubblica e via di Monterano. Dopo aver percorso in auto circa 3 km in direzione ovest, si arriva a un ampio parcheggio. Da qui, proseguendo a piedi per circa 500 m, è possibile raggiungere le rovine; invece percorrendo in auto circa 8,5 km in direzione sud si giunge al sito archeologico dei “Grottini”, situato lungo la SP 3a.

RISERVA NATURALE REGIONALE MONTERANO Istituita nel 1988, la Riserva Naturale Monterano tutela 1.100 ettari di boschi, valli fluviali, pascoli e, nel centro dell’area protetta, l’altopiano tufaceo con i ruderi dell’antico abitato di Monterano. Il territorio presenta ambienti naturali diversi, come forre, boschi, prati e l’ambiente fluviale costituito dal Mignone e dai suoi affluenti. La zona riveste grande interesse geologico, oltre che storico-naturalistico: nell’area sono numerose le manifestazioni vulcaniche (idrotermali, sorgenti di acque calde, sorgenti mineralizzate di gas residui accompagnati da acque termominerali). All’altezza del grande parcheggio Diosilla, sovrastante l’omonima cascata, s’incrocia un percorso di visita della Riserva: il “sentiero natura Bicione”. Percorrendolo s’incontrano una polla sulfurea, miniere di zolfo dismesse, una tradizionale capanna del buttero e la “tagliata” etrusca del Cavone - via d’accesso all’antica Monterano, oggi non percorribile per motivi di sicurezza.

L’antico abitato di Monterano risale all’età del bronzo: lo testimoniano il ritrovamento di molti manufatti in pietra e la presenza di caverne naturali lungo il corso del torrente Lenta. Anche sullo strapiombo tufaceo (Greppa del Falco), prodotto dal fiume Bicione, sono presenti imponenti grotte scavate dall’uomo, probabili abitazioni o sepolture risalenti all’inizio del I millennio a.C. La città ha avuto due momenti di grande rilevanza storica: in epoca etrusca, con un notevole sviluppo economico e culturale, e in epoca altomedievale, quando è stata sede episcopale di una diocesi. Come molte città etrusche, Monterano è costruita sulla sommità di un’altura: i pendii rendono estremamente difficoltoso l’accesso alla sommità. Particolarmente suggestivi il Palazzo Ducale ed il Convento di S. Bonaventura con il secolare fico al suo interno.
Appartiene all’epoca etrusca anche la necropoli dei Grottini, formata da tombe rupestri in gran parte databili tra il VII e III sec. A.C., utilizzate in epoca medievale prima come abitazioni e poi come ricovero per il bestiame. Vi troviamo tombe a camera con la classica impostazione del dromos (o corridoio d’accesso), vano principale e vano secondario posto nella parete di fondo.

IL FIUME MIGNONE Sfocia nel mar Tirreno, nei pressi di Tarquinia, con un percorso di circa 62 km attraversando un Sito d’Interesse Comunitario (SIC IT6030001). Le sue acque ospitano molte comunità di invertebrati e una ricca fauna ittica e favoriscono la vita di tutto l’ecosistema circostante. Bellissimi boschi con ontani, salici e pioppi bordano le sue sponde, oggi rigidamente protette. La Riserva Naturale è caratterizzata da un ricchissimo patrimonio faunistico: dalle tante specie di rapaci notturni a mammiferi rari come martora e gatto selvatico, agli uccelli acquatici e agli anfibi che popolano i laghetti della Mercareccia.
 


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