Villa S. Giovanni in Tuscia - Grottone Martarello

Itinerario n. 5

17/03/2012 22.13.02

Lunghezza: 2.800 m
Grado di difficoltà: Basso
Comuni attraversati: Villa S. Giovanni in Tuscia (VT)

Quest’itinerario inizia all’altezza di piazza Savoia, nel centro storico di Villa San Giovanni in Tuscia, e si sviluppa in direzione ovest per una lunghezza di circa 2.800 m; può essere percorso quasi totalmente in macchina, tranne l’ultimo tratto, di circa 50 m, in prossimità del sito archeologico di “Grottone Martarello”, per raggiungere il quale è necessario proseguire a piedi.


VILLA SAN GIOVANNI IN TUSCIA Al confine del Parco Marturanum, il territorio dell’antico abitato del paese presenta varie testimonianze archeologiche di epoca etrusca e soprattutto di età imperiale. Le modeste tracce di un edificio residenziale di campagna del III o IV secolo d.C. dimostrerebbero infatti l’attività agricola e sociale del tempo, quando all’economia etrusca si è sostituito il latifondismo romano, con il trasferimento sul luogo di numerosi schiavi e liberti per il lavoro delle campagne. 
Durante la guerra contro i Bizantini, i Longobardi costruiscono un castello tra le vie Clodia e Cassia utilizzando pezzi recuperati da edifici più antichi, alcuni provenienti dalla villa romana che costituiva l’antico abitato, che viene così demolita. Nel 1305 papa Clemente V conferma ai Di Vico l’investitura del feudo. In seguito Leone X, agli inizi del XVI secolo, dona il territorio di Blera alla nobile casata degli Anguillara, in segno di gratitudine per i molti servigi prestati alla Chiesa: il latifondo inizia ad essere popolato da varie famiglie di coloni e viene costruita la chiesa dedicata a San Giovanni Battista.

All’inizio del XVII secolo acquisisce il titolo di comune con il nome di San Giovanni di Bieda, toponimo che conserverà sino al 1961, allorché sarà trasformato in Villa San Giovanni in Tuscia.
Il contesto culturale del territorio di Villa San Giovanni in Tuscia è molto simile a quello che si rileva nei comuni di Blera e Barbarano. Le sue due necropoli più significative sono quelle situate in località “Ponton Graziolo” e “Grotte Martarello” che hanno restituito tombe a camera semplici o multicamera, con banchine e soffitto a doppio spiovente. In particolare la necropoli del Martarello, situata nei pressi dell’omonimo fiume, è stata oggetto nel 1972 di lavori di ripulitura e sistemazione di una fascia di cinque tombe rupestri disposte su una terrazza ricavata nella pendice, fra cui si distinguono una tomba a dado ben conservata con una scalinata di accesso alla piattaforma sul lato destro; ne fa parte anche la “Tomba dipinta”, di cui si è già parlato nel precedente itinerario, che ha recentemente subito lesioni e smottamenti a causa dell’incuria, degli agenti atmosferici e soprattutto della vegetazione. All’esterno si trovano altre tombe a fossa: in una sono stati rinvenuti frammenti d’impasto rossastro, di coppette acrome (prive di colorazione) e di ceramica a vernice nera. 
 


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