Blera - Necropoli del Terrone

Itinerario n. 4

17/03/2012 16.56.17

Blera > Necropoli del Terrone (Grotta Penta e Tomba Dipinta)

Lunghezza: 1.000 m
Grado di difficoltà: Basso
Comuni attraversati: Blera (VT)

L’itinerario inizia in piazza Papa Giovanni XXXIII, all’ingresso del centro storico di Blera; si sviluppa in direzione nord e conduce alla “Necropoli del Terrone”, sino alla “Grotta Penta” e alla “Tomba Dipinta”. Può essere percorso in macchina.
La necropoli del Terrone consiste in più ordini paralleli di tombe: in alto più arcaiche, in basso più recenti. Oltre il bosco, una strada attraversa il piano del Terrone da nord-est a sud-ovest: qui si trova un grande tumulo, con un corridoio (dromos) e una tomba bicamerale vicino alla quale, verso occidente, è situato un grande colombario (costruzione funeraria divisa in loculi orizzontali ciascuno dei quali ospitava una bara o in nicchie in cui venivano conservate le urne con le ceneri dei defunti) che comprendeva oltre ottocento loculi. Tornando indietro, verso oriente, si prende il sentiero che scende al fosso del Martarello: sulla destra vi sono notevoli tombe rupestri. Uscendo da questo sentiero si percorre la strada che, provenendo da Blera, porta alla necropoli della Casetta. Il sentiero successivo conduce invece al complesso di Grotte Penta: la tomba principale di questa necropoli è stata sia intonacata che dipinta. Si tratta di una differenza tecnica importante: nel primo caso sulla parete, cosparsa di una malta composta da una fine sabbia, viene passato il colore, che s’ingloba con la malta e si fissa al muro; nel secondo la tinta, un impasto piuttosto consistente, è passata sul muro già intonacato e asciutto e non viene quindi assorbita: il colore non penetra e risulta più brillante. La tomba monumentale di Grotta Penta è a camera, costituita da un grande vano la cui parte anteriore è andata distrutta, e ha al centro una colonna ricavata nel tufo e rivestita con tracce di pittura (notevole una classica sequenza di onde marine stilizzate e motivi floreali). Quella della Casetta è invece una tomba a dado: osservandone la facciata dall’alto verso il basso, vediamo la piattaforma, la fascia superiore, il toro, la campana, il fascione, un secondo toro, il becco di civetta, la finta porta.

MUSEO DEL CAVALLO “Il cavallo e l’uomo” è il titolo di una sezione tematica del Museo Civico Archeologico “Gustavo VI Adolfo di Svezia”, a Blera. Essa nasce con lo scopo di far conoscere e salvaguardare il rapporto uomo-cavallo in un territorio in cui la presenza di questo animale è caratterizzante. Qui vengono trattati l’origine e l’evoluzione del cavallo, il sorgere del legame con l’uomo, le modalità di domesticazione, l’iniziale utilizzo alimentare fino alla trasformazione in animale da trasporto e da cavalcatura. Il tema del cavallo ci introduce poi nel mondo dei butteri della Maremma e della Campagna Romana. Il buttero era l’uomo preposto alla cura delle mandrie di bovini, che raggiungeva a dorso dei robusti cavalli maremmani: egli era addetto a controllare i pascoli, smistare le bestie, abbeverarle, controllare le monte e i parti delle vacche. Inoltre addestrava i cavalli, si occupava delle stalle, dei recinti, delle selle e dei finimenti, della “doma” (addomesticamento) e della “merca” (marcatura del bestiame). Accanto a questi aspetti della vita dei butteri ne esistono altri, più immateriali: le feste e le tradizioni orali (racconti, proverbi e canti) in cui il cavallo è protagonista. Lo spazio esterno al museo ospita la ricostruzione fedele di ambienti legati al rapporto uomo-cavallo: la stalla, l’abbeveratoio, la bottega del maniscalco, ecc. 


Vai alla mappa dell'itinerario


Copyright 2010 LAit Spa - Tutti i diritti riservati www.culturalazio.it powered by