Le Vie Delle Città Fortificate


30/03/2012 12.38.02
La necessità di fortificare i luoghi strategici a controllo e difesa dei paesaggi intermontanti tra i monti Ernici è stata avvertita già dai primi popoli che hanno abitato questo territorio, punto obbligato delle comunicazioni e dei percorsi della transumanza da e per l’entroterra appenninico. I primi popoli che occuparono sistematicamente la regione sono gli Equi, all’estremo nord, e gli Ernici, a sud. Per la loro vicinanza a Roma, dopo i Latini, sono tra le prime popolazioni verso sud ad entrare in conflitto con i Romani nella ripresa dell’espansione lungo la valle del Sacco nel IV sec. a.C. secondo la tradizione annalistica romana gli Ernici avevano rapporti con Roma almeno da un secolo prima, anzi essi in un primo tempo rimasero fedeli a Roma e alla Lega Latina in funzione di “stato cuscinetto” tra i pericolosi vicini, gli Equi e i Volsci, per essere poi definitivamente assoggettati nel 362 a.C.
In questo periodo le popolazioni locali appaiono già radicate nella zona e organizzate in circoscrizioni territoriali facenti capo alle rocche di altura difese da possenti mura poligonali, la cui costruzione fu riferita dalla fantasia degli eruditi del passato ai mitici Ciclopi. I centri che hanno conservato memoria o resti antichi di questa tipologia sono: Trevi nel Lazio., l’antica Treba nel territorio degli Equi, Anagni (Anagnina), Ferentino ( Ferentum), Alatri (Aletrium), Veroli( Verulae), tutte nel territorio ernico, e Boville Ernica, ricadente in realtà nel territorio volsco. La prima posta a controllo della fertile vallata dell’Aniene, le seconde, le città erniche, situate in progressione lungo le dorsali a ridosso della valle del Sacco e della importante via preromana per l’Abruzzo attraverso la Valle di Roveto (la via Mària).
Nel medioevo si rigenera l’opportunità di difendere un territorio vitale per le comunità che vi abitano e i luoghi fortificati si moltiplicano esponenzialmente in rapporto all’accresciuto numero di entità territoriali sorte all’interno dei più estesi territori delle antiche civitates romane che avevano sostituito i vecchi centri equi, ernici e volsci. Secondo un sistema di popolamento tipico dell’età medievale , ai castelli, che aggregano, e difendono la popolazione locale, si associano una quantità di edifici religiosi, chiese e monasteri, per l’assistenza ai viandanti, dislocati non solo lungo i tortuosi percorsi montani trasversali, ma anche lungo le strade di direzione nord-sud che rappresentano una buona alternativa all’itinerario principale della valle del sacco. Lungo questi ultimi troviamo i castelli e le città fortificate di Acuto,Trivigliano,Alatri, Veroli e l’abbazia di Casamari; lungo i diverticoli di questi, nei percorsi trasversali, sono Trevi nel Lazio, Filettino, Collepardo, l’abbazia di Trisulti, Fumone, Boville Ernica, Monte S.Giovanni Campano e Strangolagalli.

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