La Via Francigena

Una strada europea per Roma

21/03/2012 13.07.11

Storia del viaggio sulla Via Francigena nel medioevo

...chiamasi romei in quanto vanno a Roma, là ove questi ch'io chiamo pellegrini andavano. (Dante, Vita Nova)

 

Nel Medioevo la strada e il viaggio sono grandi protagonisti. Dopo il Mille si muovono intensamente uomini e merci, si ripristinano antichi tracciati, si aprono nuovi e più celeri collegamenti, itinerari di mercanti e soprattutto di pellegrini. Via Francigena è la denominazione che solitamente si attribuisce all'abituale percorso dei pellegrini che si recavano a Roma dai valichi delle Alpi. In considerazione dell'obiettivo da raggiungere, la strada venne anche definita Via Romea. Il significato del nome Francigena potrebbe essere semplicemente spiegato con l'etimo nato in Francia, ma la questione è più complessa: era l'antica strada attraverso cui i Longobardi penetravano in Italia, che in seguito divenne la principale arteria usata dai Franchi come asse di collegamento con Roma. Per il pellegrino, che trascorreva in viaggio moltissimo tempo, la strada era la vita e pertanto la Francigena diventa una linfa vitale per l'Europa: nascono chiese, mercati, tradizioni, insediamenti, nuove forme di spiritualità. La funzione e l'idea della strada erano molto diverse da quelle odierne. Il viaggio era complesso e difficile, ma non era necessario arrivare rapidamente alla meta: il pellegrino sostava, guardava, andava, seguendo ritmi che si assegnava da solo. Lungo sentieri, strade, foreste, corsi d'acqua da attraversare, pellegrini, viaggiatori mercanti, nonostante i pericoli progredivano lentamente nelle vaste solitudini che separavano gli agglomerati urbani.

 

Il pellegrino

... chiamansi palmieri in quanto vanno oltremare, là onde molte volte recano la palma; chiamansi peregrini in quanto vanno a la casa di Galizia ... chiamansi romei in quanto vanno a Roma ...(Dante)

Savoia, Cappella di S. Antoine. Cristo Pellegrino

Il pellegrino è sempre in viaggio; per lui viaggiare è più che un abito di vita, è vivere la metafora del destino dell'uomo che cammina verso la morte per la salvezza; il suo è il simbolico cammino verso il Regno dei Cieli, la ricerca della meta come liberazione dal male e dal peccato.I pellegrini partono per un lungo ed incerto esilio fisico e spirituale con un abito particolare e muniti di segni di riconoscimento. Dopo aver fatto testamento, per la morte che può attenderli in ogni attimo del loro lungo cammino, viaggiano molto spesso a piedi trovando conforto nei numerosi creati lungo la strada.Nel 1300 Bonifacio VIII proclama il Giubileo per quell'anno e per i successivi anni centenari con la concessione di una pienissima indulgenza per quel mondo che attendeva nell'angoscia il rinnovamento della cristianità e che alle soglie di Roma supplicava la benedizione papale. Chiunque riusciva a visitare i corpi dei Santi Apostoli prima della morte era finalmente libero da ogni colpa e paura.Il Cristo era considerato il pellegrino per eccellenza e al suo esempio era ispirato il cammino verso i luoghi sacri.

Il rituale della partenza

Il mettersi in cammino per raggiungere il santuario con le reliquie conferiva al pellegrinaggio il primo contatto simbolico con il Luogo Sacro, meta finale del viaggio. Con la benedizione della borsa e del mantello e la consegna del bordone da parte del sacerdos, sanciva l'appartenenza del pellegrino ad una categoria speciale e privilegiata di fedeli; l'uniforme e la benedizione erano anche ritenuti un segno simbolico della protezione divina durante il viaggio, invocata dall'investitura, dall'abito e dalla cerimonia pubblica che precedeva la grande avventura spirituale dell'uomo medievale.

 

La Passione di Cristo e i simboli del pellegrinaggio

San Lorenzo Nuovo, Crocifisso ligneo bizantino, sec. XII.

La devozione al Cristo Crocefisso diventa sempre più importante nella spiritualità del Medioevo. La croce, simbolo del Cristo nel momento più intenso della sua umanizzazione, riassume il senso del pellegrinaggio: l'uomo ripercorre il cammino della Passione del Cristo nel suo itinerario di salvezza identificandosi con Lui. Le immagini di Crocifissione lungo il percorso erano pertanto soste significative: il sangue misto ad acqua che sgorga dalla ferita del costato rappresenta l'eucarestia, la lancia rappresenta il coltello per il taglio del pane consacrato, corpo di Cristo. Pane, acqua e sangue sono simboli concreti del cammino; il Calvario è la meta del pellegrino e il centro della grazia .

 

Acquapendente, Cripta della Basilica del S. Sepolcro.

Colui che intraprendeva un viaggio verso il sepolcro di San Pietro era un po' anche pellegrino di Gerusalemme e di Santiago, era il Pellegrino per antonomasia, itinerante verso il Luogo Sacro. Lungo la strada, le riproduzioni del Santo Sepolcro di Cristo erano le immagini della Meta. Queste memorie avevano un grande valore per il viandante in quanto segno della presenza reale del Corpo Santo laddove veniva ricostruito il sacello ad imitazione dell'originale in Terrasanta. Si realizzava in tal modo una vicinanza forte e concreta con il sepolcro di Cristo.

 

 

Le immaggini sacre e le soste della strada

 

...la fede profonda ed esaltante del XII e del XIII secolo aveva fatto sorgere da terra le cattedrali... (Jean Gimpel)

Pistoia(Toscana), Pieve di Sant'Andrea

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I magi, nel medioevo, erano considerati come i primi pellegrini e quindi i protettori delle genti che vanno al servigio dell'Altissimo. E' frequente la loro presenza nella decorazione plastica delle chiese lungo le vie di pellegrinaggio. Le chiese e le immagini sacre indicano la via e la sosta di preghiera al pellegrino che nelle sedi dei Santi ripercorre e commemora la storia di Cristo. L'ossessione del sacro e del sacrilego, del divino e del diabolico dell'uomo del Medioevo sfocia in una devozione intensa. Il mondo naturale è vissuto come un caos di misteriose forze avverse. Il buio, i temporali, le eclissi, le epidemie, seminano sconforto e disperazione; ogni fenomeno naturale ingenera la convinzione di essere alla mercè dei demoni. Queste credenze e superstizioni influenzano il pellegrinaggio, il momento piú alto di uno specifico processo di espiazione. Sperduti tratturi, raccordi montani, antiche vie consolari divengono il teatro delle pratiche espiatorie dei viatores. L'arte diviene la piú raffinata comunicazione visiva con espliciti valori simbolici, ammonitori o esortativi. L'idea medioevale della morte esorcizza i suoi incubi e le sue paure in immagini mostruose che sbocciano dalle figure pittoriche e scultoree, dalle miniature, dagli scriptoria delle grandi abbazie, dalla decorazione architettonica romano-gotica. Una considerevole rilevanza viene ad assumere il diffuso tema dell'Adorazione dei Magi : i re-sacerdoti orientali, ideali precursori delle schiere dei pellegrini del medioevo. L'immagine è ripetutamente proposta su architravi, capitelli e portali di modeste pievi rurali, chiese abbaziali e cittadine lungo gli itinera del pellegrinaggio romeo. La rappresentazione del Cristo, lungo la Via Francigena, immagine ideale del pellegrino, deriva dall'incontro ed integrazione di diverse culture.

 

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Abbadia S. Salvatore (Toscana) -Casula Amiatina - La casula amiatina, dalla tradizione legata alla venerazione di S. Marco Papa, è un prodotto bizantino-siriaco, databile tra l'VIII e il IX secolo. Il prezioso indumento liturgico documenta il prestigio dell'antica Abbazia sorta sul percorso della Francigena.

 

 

La Via Francigena nel Lazio

Rien n'est comparable pour la beauté aux lignes de l'horizon romain...Les sommets des montagnes de la Sabine apparaissent alors de lapis-lazuli et d'opale(René De Chateaubriand)

Superato il confine con il Lazio, la Via Francigena si dirige verso i tufi dei tre grandi vulcani laziali: Volsino, Cimino e Sabatino. Questi si differenziano nettamente dal Monte Amiata, sia per il loro aspetto più dolce, sia per la presenza degli ampi crateri occupati dai bellissimi laghi di Bracciano, Vico e Bolsena. Dopo le invasioni barbariche, che determinarono all'abbandono di numerose zone coltivate, a partire dall'anno 1000, in molti Comuni si ha una forte ripresa dell'attività agricola. La presenza di numerose sorgenti e una fitta rete di torrenti permettono la realizzazione di ingegnose opere di irrigazione nella campagna viterbese e, nella Tuscia, favoriscono lo sviluppo dell'agricoltura. L'attività nelle campagne diviene piú intensa nell'area romana, dove all'abbondanza di acque si unisce il terreno fertile ed un clima particolarmente mite. La Via Francigena ha un ruolo importante ai fini dello sviluppo economico in tutta l'area del Lazio attraversata dal suo percorso: un "territorio strada" che varia nel tempo sia per cause naturali, sia per l'evoluzione più o meno accentuata dei territori limitrofi. In questo paesaggio naturale unico in Italia ma estremamente diversificato al suo interno, si è perfettamente inserito l'uomo, in una stratificazione insediativa che si sviluppa con l'espandersi dei borghi, che ancora oggi conservano l'impronta altomedievale.

 

 

La Via Francigena nell'Alto Lazio

 

CENTENO (Proceno), Edificio della Posta

Il paese ebbe nel medioevo un ruolo notevole come punto strategico e militare. A confine tra il Patrimonio di S. Pietro e l'Impero, aveva un posto di dogana e un ufficio postale, il cui portico, eretto nella prima metà del '500, è tuttora visibile.

 

 

ACQUAPENDENTE, Cripta della Basilica del S. Sepolcro

 

 

 

  La cripta con la riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme.



 

SAN LORENZO NUOVO,crocefisso ligneo bizantino, sec.XII

 

 

 

La tradizione vuole che il Crocifisso, attualmente conservato nella parrocchiale dedicata a S. Lorenzo Martire, provenga dalla distrutta città di Castro.

 

 

 

LAGO DI BOLSENA

Chiamato nel Medioevo lago di Santa Cristina, è il maggiore del Lazio e il più vasto tra tutti i laghi italiani di origine vulcanica; occupa una profonda depressione dalla forma quasi circolare e dal fondo piuttosto irregolare. La tradizione vuole che nel castello di una delle due isole, la Martana, vi sia stata rinchiusa Santa Cristina prima del martirio. Situato all'interno della Basilica di S. Cristina, nei pressi delle Catacombe, è l'altare dove, nel 1264, avvenne il famoso miracolo eucaristico. Il ciborio, sorretto da quattro colonne corinzie, è del IX secolo, la balaustra in ferro del '500. Secondo la tradizione la pietra dell'altare reca impresse le impronte dei piedi di S. Cristina.

BOLSENA, Rocca Monaldeschi della Cervara


 


Il complesso, eretto dagli Orvietani tra il XIII e il XIV secolo, è a pianta quadrata con quattro torri angolari con beccatelli e sporti aggiunti successivamente.
Attualmente è sede del museo territoriale del Lago di Bolsena.

 

 

MONTEFIASCONE, Resti dell'antica Via Cassia

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Il crinale tra il Tevere e il Tirreno è stato utilizzato fin da epoche remote quale percorso a piede asciutto, che senza interventi manutentivi era praticabile durante tutto l'anno. L'antica via Cassia percorreva questo crinale. Il selciato romano è tutt'ora, a tratti, utilizzato per il traffico veicolare nei percorsi rurali.
La via Francigena attraversando le colline ed i borghi tosco-laziali ricalcò questo tracciato.

 

 

MONTEFIASCONE, Rocca dei Papi

 


Costruzione a pianta trapezoidale con due torri quadrate su spigoli opposti, è di origine medievale, ma ha subito molti rimaneggiamenti nel corso dei secoli successivi. Diversi pontefici vi soggiornarono, tra cui Urbano IV, Martino IV e Innocenzo III, la ingrandirono e fortificarono.
 
 
 
 
MONTEFIASCONE, Basilica di S. Flaviano

 
 
Affresco parietale con la rappresentazione de I tre vivi e i tre morti

A partire dall'XI secolo l'arte si adegua alla nuova mentalità caratterizzata da una visione lugubre del mondo e alla nuova escatologia ossessionata dal peccato e dal demoniaco, diffondendo a scopo ammonitorio vari temi caratterizzati da un'icastica messa in scena del raccapricciante e dello spaventoso. Esempi come questo sono distribuiti lungo gli itinerari del pellegrinaggio.
 
 
 
  ivb_036b.gif (34459 byte)Affesco con la rappresentazione del Cristo protettore delle arti e dei mestieri
 
Dipinta tra i vari simboli sull'icona del Cristo compare l'immagine del Santo Volto del Mandylion , cioè la riproduzione del vero ritratto di Gesù commissionata dal re Abgar di Edessa e giunta a Roma, nel XIII secolo, dove è tuttora conservata nella chiesa di San Silvestro in Capite. Fin dal suo apparire a Roma, questa reliquia fece seria concorrenza come meta di pellegrinaggio alla Veronica conservata in San Pietro. 

 

 


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