Maremma Laziale

La Maremma laziale

Ad ovest di Viterbo, “Città dei Papi”, al confine sud della Toscana, dove la pianura sale dolcemente dalla costa del Tirreno alle colline dei Volsini e dei Cimini, ecco la Maremma laziale, caratterizzata da coltivazioni di cereali e piantagioni di oliveti e vigneti, attraversata dai fiumi Fiora, Marta e Mignone che scorrono tra boschi e “tagliate” di tufo.
La Maremma Laziale è parte dell’antico territorio dell’Etruria, la terra abitata per circa nove secoli prima di Cristo da una civiltà florida, fiera e gaudente, quella etrusca che, assorbita militarmente e politicamente dai Romani a partire dal III secolo a.C., molto ebbe ad insegnare ai suoi conquistatori, che ne furono a loro volta conquistati.

 

L’Etruscan taste nel 1700
Le evidenze storico-archeologiche e la cultura etrusca costituiscono indiscutibilmente una delle principali attrazioni di questo territorio (si dice che gli abitanti di oggi conservino addirittura alcuni tratti somatici caratteristici dei loro progenitori).

La conoscenza e l’interesse per l’Etruria si è diffusa all’estero, in particolare nel mondo anglosassone, già a partire dal 1700, grazie ad una serie di iniziative di colti e nobili inglesi profondamente amanti di questo territorio: viene pubblicato il libro De Etruria Regali Libri Septem, scritto nel secolo precedente dallo studioso e storico scozzese Thomas Dempster, e si diffondono sul mercato le ceramiche e porcellane fini di Josiah Wedgwood, fondatore di una delle industrie più famose e più quotate del mondo, ispirate nelle forme e nelle decorazioni all'antichità classica (nel 1769 Wedgwood apre una fabbrica chiamata Etruria nel bel mezzo della campagna inglese). Queste sono solo alcune delle iniziative che determinano la nascita di un fenomeno culturale definito Etruscan Taste, ovvero il gusto etrusco, che in Inghilterra, ma anche nel resto d'Europa si ritrova in decorazioni, mobili e argenterie dell’epoca, e che dà inizio ad una sorta di vero e proprio pellegrinaggio verso le necropoli etrusche.

 

L’Etruscan taste nel 1700

Le evidenze storico-archeologiche e la cultura etrusca costituiscono indiscutibilmente una delle principali attrazioni di questo territorio (si dice che gli abitanti di oggi conservino addirittura alcuni tratti somatici caratteristici dei loro progenitori).

La conoscenza e l’interesse per l’Etruria si è diffusa all’estero, in particolare nel mondo anglosassone, già a partire dal 1700, grazie ad una serie di iniziative di colti e nobili inglesi profondamente amanti di questo territorio: viene pubblicato il libro De Etruria Regali Libri Septem, scritto nel secolo precedente dallo studioso e storico scozzese Thomas Dempster, e si diffondono sul mercato le ceramiche e porcellane fini di Josiah Wedgwood, fondatore di una delle industrie più famose e più quotate del mondo, ispirate nelle forme e nelle decorazioni all'antichità classica (nel 1769 Wedgwood apre una fabbrica chiamata Etruria nel bel mezzo della campagna inglese). Queste sono solo alcune delle iniziative che determinano la nascita di un fenomeno culturale definito Etruscan Taste, ovvero il gusto etrusco, che in Inghilterra, ma anche nel resto d'Europa si ritrova in decorazioni, mobili e argenterie dell’epoca, e che dà inizio ad una sorta di vero e proprio pellegrinaggio verso le necropoli etrusche.

 

Lawrence e l’Etruria dei letterati
Ed accanto all’Etruria degli studiosi, grazie principalmente a David Herbert Lawrence ed al suo libro Etruscan Placet nasce la rappresentazione dell’“Etruria dei letterati”, dove paesaggio ancora intatto e senso di mistero divengono gli elementi principali che consentono la trasfigurazione poetica e romantica del mondo etrusco.
Oggi il mistero che per tanto tempo ha avvolto questa antica civiltà è pressoché totalmente svelato. Ma le recenti continue scoperte archeologiche rivelano come ci sia ancora, dopo quasi tremila anni, molto nascosto ai nostri occhi di una civiltà che, come per Lawrence un secolo fa, continua a suscitare in noi grande meraviglia.

 

Un viaggio nel tempo  con Lawrence
E già, perché nonostante siano trascorsi tre millenni, il tempo su queste terre sembra quasi essersi fermato. Dice Lawrence del paesaggio intorno a Tarquinia: “Che campagna intatta e pura, nel verde splendente del grano di un mattino di aprile! […] Sembra che qui del mondo moderno non ci sia niente […] solo una specie di stupore dolce e immobile, un grande spazio aperto, non ancora violato” . Ed anche ora, come all’epoca di Lawrence “[…] mentre soffia una brezza leggera dal mare, le due colline [la collina dell’acropoli e quella della necropoli ndr] sono inseparabili come la vita e la morte e la terra più oltre sembra fresca e misteriosa, come se fossimo ancora nel mattino del tempo” .

Come avvolta da un incantesimo, la modernità ha qui appena scalfito il paesaggio antico di declivi tufacei, di brulle distese intervallate da campi di girasole, uliveti, vigneti e fitte boscaglie dove nel XIX secolo il brigante Domenico Tiburzi da Cellere, detto il “Domenichino” preparava le sue scorribande; dove odori e sapori sono ancora veri; dove le testimonianze del susseguirsi delle civiltà nei secoli si stagliano intatte nei borghi medievali arroccati su speroni rocciosi, con le loro rocche, pievi e castelli.
 

 


 

Quattro buoni motivi per visitare la Maremma Laziale

Dopo aver letto questa guida ciascun lettore, a proprio gusto e secondo le proprie preferenze, avrà trovato differenti buoni motivi per visitare la Maremma Laziale. Di seguito iniziamo con il dar cenno dei quattro più generali, una sorta di “mappa del tesoro” che pian piano sarà svelato nelle pagine successive:

storia, arte e cultura

per ritrovare le radici di un mondo lontano percorrendo a piedi, a cavallo, in bicicletta, in auto, moto, in auto o in moto, itinerari unici al mondo, visitando luoghi in cui il passato rivive ogni giorno nelle tradizioni  e nel folklore locale

mare, benessere
per trascorre giorni sereni su spiagge tranquille, tra cieli azzurri e acque limpide
per riscoprire una vita sana, godendo di profumi e sapori prodotti genuini immersi in una natura incontaminata

vicinanza ai grandi centri d’arte

per raggiungere agevolmente, grazie alla sua posizione strategica tra la provincia di Roma  e la Toscana, alcuni tra i più grandi centri d’arte italiani

Accessibilità

Principali vie d’accesso
Da Roma:
SS. 3 Aurelia
A12 – Civitavecchia
SS. 2 Cassia– Vetralla/Viterbo
A1 – Uscita Orte poi raccordo autostradale per Viterbo/Tuscania

Da nord/nord-est:
SS. 2 Aurelia - Grosseto
A1 – Orte
SS. 2 Cassia – Montefiascone

Distanza da Roma: min.30 min. max 2h e 30 min. a seconda delle località.
 


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