Risalendo il Garigliano

Risalendo il Garigliano

24/12/2013 11.26.21

 L’ITINERARIO

L'itinerario offre la possibilità di conoscere l'interessante fascia ambientale che è "limite" ma anche "porta" non solo del territorio della XVII Comunità Montana ma anche della Regione Lazio: luogo di grande interesse, quindi, sia perché media le relazioni a nord e a sud-est con altre importanti aree ambientali confinanti come la Valle Latina (verso l'Abruzzo), il Vulcano di Roccamonfina e la Piana del Garigliano (verso la Campania), sia perché raccorda attraverso un forte segno naturalistico risorse costiere, archeolo­giche, termali e collinari. L'elemento principale è perciò quello ambientale costituito dal fiume e dalle sue foci, sul quale, e intorno al quale, si dispongono il sistema collinare di Minturno, quello di Castelforte, SS. Cosma e Damiano, Ventosa e Suio, l'area archeologica di Minturnae, l'area termale e le testimo­nianze archeologiche di Suio Terme e sul versante campano la pineta della foce del Garigliano e l'area collinare-montana del Vulcano di Roccamonfina. Questo complesso sistema di risorse ambientali e storico-archeologiche è supportato da una viabilità locale che dalla costa, parallelamente al corso del fiume, penetra nell'interno fino a raccordarsi da un lato con la Formia - Cassino (via Ausente) e dall'altro con il casello autostradale di S. Vittore. Il corso del fiume Garigliano, che per un lungo tratto delimita il confine tra Lazio e Campania, ha scavato il suo alveo fluviale tra i terreni vulcanici del Roccamonfina e i terreni calcarei dei Monti Aurunci. Formato dall'unione del fiume Liri col fiume Gari, sfocia nel Golfo di Gaeta in prossimità di Minturnae. Il tragitto del Garigliano, dalla confluenza Liri-Gari alla foce, è di 38 km.

RISALENDO IL GARIGLIANO

Il punto di partenza del nostro itinerario è la foce del fiume la quale è raggiungibile facilmente in auto dalla statale Appia. Infatti dalla consolare voltando per Viale Pietro Fedele, a destra per chi viene da Roma, a sinistra per chi viene da Napoli, e prose­guendo poi per Via Monte D'Argento si giunge al fiume Garigliano. Per arrivare alla foce voltare a destra. É qui che inizia il nostro percorso.

La Foce del Garigliano è molto suggestiva dal punto di vista paesaggistico, protetta da un Parco Regionale istituito nel 1993 dalla Campania, ed inoltre l'estuario è un luogo di pesca molto frequentato in quanto ottimo anche per la pesca da terra e le sue acque sono ricche di spigole, cefali e orate.

Dalla foce ci si dirige verso l'entroterra costeggiando il fiume fino alla Via Appia.

In questo tratto si incontrano diversi venditori di anguille, tipici pesci con il corpo allungato, con pelle viscida al tatto, di colore olivastro o giallastro-nero.

All'altezza dello svincolo con l'Appia troviamo sulla sinistra le Rovine di Minturnae (vedi percorso "Percorrendo l'Appia Antica") e sulla destra il Ponte sul Garigliano. Il ponte fu inaugurato da Re Ferdinando II di Borbone nel 1832 ed è rimasto legato al suo nome. Opera dell'ingegnere Luigi Giura, è rimasto intatto fino a quando i tedeschi, nel 1943, non lo hanno fatto saltare per proteggere la propria ritirata. Rimasto in abbandono fino agli anni Novanta, è stato poi perfettamente restaurato. É il primo ponte metallico sospeso costruito in Italia, ha una struttura a catenaria di ferro, ed è ancor oggi un ammirato modello di ingegneria e di architettura.

All'altezza dello svincolo con la variante Appia il fiume Garigliano si divide in due diramazioni: verso est continua a scorrere il Garigliano mentre verso nord ii torrente Ausente. Il nostro percorso proseguirà lungo l'Ausente che ci accompagnerà fino all'incrocio tra la SS 128 Via Ausente e la provinciale 125 Via Francesco Baracca. L'Ausente nasce in più rami presso Ausonia: affluente di destra del fiume Garigliano presso le Rovine di Minturnae è costeggiato dalla strada Minturnae-Ausonia.

Percorrendo la Sp 125 Via Francesco Baracca si giunge a Piazza San Lorenzo dove voltando a sinistra per Via Randaccio si sale per SS. Cosma e Damiano. Dopo aver visitato il centro storico e la caratteristica località di Ventosa, seguendo Via Vittorio Veneto e poi Via Risorgimento si giunge facilmente al confinante Castelforte.

Quest'ultimo ha le stesse caratteristiche ambientali di SS. Cosma e Damiano con il quale costituisce un unico agglomerato, e con il quale è stato lungamente unito dal punto di vista amministrativo prima di divenire autonomo. Castelforte si affaccia, dalle colline degli Aurunci, sulla pianura del Garigliano a pochi Km dalle stazioni balneari di Scauri, Marina di Minturno, Formia e Gaeta. Il suo nome identifica le vicende per cui nacque e il nucleo più antico è ancor oggi racchiuso fra mura medievali e un'alta torre. Il toponimo di SS Cosma e Damiano deriva dai due santi medici decapitati nei pressi di Antiochia sotto l'impero di Diocleziano. Le antiche tradizioni, come l'attività dell'artigianato locale e la produzione di prodotti alimentari tipici, sopratutto formaggi, sono una delle caratteristiche di questo centro. Durante l'ultima guerra mondiale, Castelforte e SS. Cosma e Damiano costituivano quella cittadina che le truppe tedesche del XIV Panzerkorps, posto a difesa della Linea Gustav nel tratto dominato dai Monti Aurunci, definirono "La Piccola Cassino", tanto cruenti e sanguinosi furono i combattimenti che, per circa otto mesi, opposero i soldati della Wermacht agli Inglesi prima, alle truppe del Corpo di Spedizione Francese poi.

Le ricerche e gli studi più recenti hanno rigorosa­mente dimostrato che nel maggio del 1944, la Linea Gustav venne sfondata dagli Alleati a Castelforte e SS.Cosma e Damiano e che la conquista delle due località indusse l'abbandono di Monteccasino da parte dei paracadutisti tedeschi per attestarsi con il resto del XIV Panzerkorps sulla Linea Senger. I due paesi furono quasi completamente distrutti, quasi mille furono i morti su una popolazione che non raggiungeva i 5.000 abitanti. Il rilievo che essi hanno acquisito nella storia contemporanea è sottolineata anche dal recente conferimento della Medaglia d'Oro al Valor Civile ai Gonfaloni di ambedue i Comuni.

Il nostro percorso prosegue verso Suio la quale è raggiungibile scendendo da Castelforte e ripren­dendo Via delle Terme fino all'incrocio con Via Suio Alto la quale porta appunto a Suio Alto. Questo paesino, a 148 m. dal livello del mare, ha origini molto antiche. È stato feudo dei Duchi di Suio e in alcuni periodi dell'Abbazia di Montecassino. Racchiuso all'interno di questo piccolo centro troviamo l'antica chiesa parrocchiale dedicata a S. Michele Arcangelo.

Proseguendo per Via delle Terme si riprende a costeggiare il Garigliano arrivando in località Terme di Suio che partendo dalla piccola cappella di San Nicola, si estende lungo il fiume Garigliano, nell'antico territorio che custodiva il luogo delle Terme Romane, come ci confermano i resti deila vasca di Nerone e vari rinvenimenti di sculture ed epigrafi tipicamente romane (Area archeologica Thermae Vescinae).

Qui oggi sorgono numerosi alberghi e stabili­menti che, oltre a praticare cure termali, offrono ospitalità a coloro che vi soggiornano.

Da via delle Terme si può prendere la SS 430 seguendo la quale si raggiunge il casello di San Cesareo dell'Autostrada A1.


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