Arco montano e collinare

Arco montano e collinare

23/12/2013 18.12.06

IL PERCORSO

Il percorso per le sue valenze ambientali, funzionali e relazionali costituisce il principale strumento di ricomposizione dei valori e di ridefinizione di una offerta integrata mare-collina-montagna che il territorio della XVII Comunità Montana offre.

Anche per questo itinerario l'elemento principale è quello ambientale, con il massiccio degli Aurunci e la sua varietà di siti paesaggistici e di risorse naturalistiche. Intorno al massiccio, sulle pendici o nelle colline derivate, si trovano una serie di attestamenti storici dell'insediamento umano, dai quali partono i principali percorsi di penetrazione nel contesto montano. Il sistema di piccoli centri storici a sua volta è collegato da una viabilità locale che si sviluppa ad anello intorno al massiccio costituendo così un sistema efficace di percorsi caratteristici.

I Monti Aurunci sono situati nella parte meridionale del Lazio, immediatamente al di sopra della fascia costiera tirrenica, a cavallo delle province di Latina e Frosinone. Il gruppo montuoso si estende tra la sponda destra del fiume Garigliano, che segna il confine tra Lazio e Campania, e la cittadina costiera di Gaeta, con l'omonimo golfo, spingendosi verso l'interno fino in prossimità della valle del Liri. Ad occidente confina con l'altro gruppo montuoso del preappennino laziale, gli Ausoni. In realtà i due complessi montuosi, Ausoni e Aurunci, rappresentano nel loro insieme un'area geografica omogenea ben delimitata e circoscritta, sia sotto il profilo geomorfologico che sotto quello storico-culturale e ambientale.

ARGO MONTANO E COLLINARE

Uscendo al casello di Cassino sull'autostrada A1 e seguendo la SS 630 Ausonia si raggiunge facilmente Spigno Saturnia Inferiore, la quale può essere presa come prima tappa del nostro itinerario. Prendendo via Argentara si può salire a visitare Spigno Saturnia Superiore. Il nome Spigno va ricondotto all'ambiente naturale e a due piante spinose largamente presenti sul territorio spignese: il biancospino e il pruno selvatico. Il nome Saturnia è stato aggiunto nel 1862. La parte alta di Spigno, ancora abitata, è dominata dai ruderi del castello medioevale: una poderosa fortezza in pietra, con atta torre quadrata e torrioni laterali. Questo paese si divide in due diversi insediamenti. La parte nuova è stata costruita in pianura dopo le distruzioni dell'ultimo conflitto.

Nelle vicinanze di Spigno Saturnia Inferiore vi è il lago di Penitro: questo laghetto è una vecchia cava di argilla dismessa che si è trasformata per opera della natura in un piccolo lago.

Percorrendo la via provinciale Ausonia Sp 124 e poi svoltando a destra per la provinciale 112 si incontrano in successione i borghi di Castellonorato e Maranola. Il primo prende il nome dall'omonimo castello che fece edificare nel secolo XIV Onorato I Caetani. Esso faceva parte del vasto sistema difensivo della contea che andava da Fondi a! Garigliano. I resti sono riconoscibili nella disposizione viaria dell'antico centro, nell'unica porta e nella torre-mastio. Il secondo, Maranola, è un borgo medievale che si erge su una roccia ai piedi del monte Aitino ad una altezza di 270 mt. sul livello del mare. Il borgo antico si trova all'interno di una cinta muraria che un tempo serviva per difendersi dalle incursioni degli invasori.

Proseguendo sulla Sp 112 si ha la possibilità di raggiungere la consolare Appia da cui si può passare all'itinerario "Percorrendo l'Appia Antica".

Seguendo la variante Appia in direzione Napoli ci si dirige verso Minturno. Lasciata la statale basta seguire via Pizzo Balordo, prima, e via Antonio Sebastiano, poi, per raggiungere agevolmente il centro storico di Minturno che sorge in collina, a 141 mt di altezza, e domina il basso corso del fiume Garigliano. Nacque dall'abbandono dell'antica città fluviale di Minturnae, e prima del 1879 era chiamata Traetto per l'imbarcazione che guadava il fiume. Si identifica con il "Castrum Leopolis", edificato da Papa Leone III quando la zona apparteneva al Ducato Romano.

Per dirigersi verso la località Tremensuoli, all'incrocio tra via Pizzo Balordo e via Antonio aM Sebastiano, voltare a sinistra. Quest'ultima è una frazione che domina il litorale scaurese e vanta una Chiesa Parrocchiale di San Nicandro Martire che risale al XVI secolo.

Da Piazza Annunziata il nostro percorso, sempre all'interno del territorio di Minturno, può proseguire in due direzioni. É consigliabile, prima, prendere via Armando Diaz che porta in località Tufo e poi sempre da Piazza Annunziata imboccare via Cadorna in direzione Santa Maria Infante e Pulcherini. il borgo di Tufo prende il nome da un costone tufaceo, su cui sorge. Al centro dell'abitato è situata la Chiesa Parrocchiale di San Leonardo Abate (XVI sec.) che ha subito, nel tempo, varie trasformazioni. Pulcherini si estende lungo il rettilineo di una cresta collinare per circa 650 mt. Di conse­guenza la frazione risulta essere la meno abitata e la più piccola del Comune di Minturno come urbanistica, ma è la più vasta per superficie territoriale.

Pulcherini è stato tra quei paesi che più di altri hanno conosciuto gli orrori e le nefandezze della guerra. S. Maria Infante, è molto importante dal punto di vista storico in quanto vi fu combattuta una cruenta battaglia, durante l'ultimo conflitto mondiale, che durò 60 ore ed aprì la strada per Cassino e per Roma. É utile sapere che Minturno è facilmente accessibile anche con il treno, essendo la stazione di Minturno-Scauri ben collegata con il paese.

Molto suggestivo è il panorama che si può gustare dal Santuario Madonna della Civita, raggiungibile seguendo la consolare e, all'interno del centro storico di Itri, prendendo la statale 82 via Civita Farnese. Giunti al piazzale del Santuario (673 mt.) si ha un'ampia veduta del promontorio di Gaeta a sud, di Terracina e del Circeo ad ovest.

Attraverso la statale 82 si può andare a prendere l'Autostrada A1 al casello di Ceprano. Da Itri si può passare o all'itinerario "Percorrendo l'Appia Antica" o prendendo la provinciale 105 via Padovani passare all'itinerario "L'Arco costiero e le isole".


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